- respiro sibilante
- dispnea
- costrizione toracica
- tosse
- infezioni virali
- allergeni domestici o occupazionali (acaro della polvere, pollini, pelo di cane e gatto, etc,)
- fumo di tabacco
- esercizio fisico e stress
La diagnosi di asma si basa sulla storia clinica del paziente e, quindi, sulla presenza di sintomi respiratori tipici della patologia (respiro sibilante, dispnea, costrizione toracica, tosse secca) e deve essere confermata con una spirometria, ovvero un test di funzionalità respiratoria eseguito prima e dopo la somministrazione di un farmaco broncodilatatore (salbutamolo). Perché venga posta diagnosi di asma la spirometria deve documentare un’ostruzione al flusso espiratorio e un miglioramento significativo di tale parametro dopo il test di broncodilatazione.
La spirometria può talvolta essere negativa o non diagnostica durante un primo test e va ripetuta a distanza di tempo, quando il paziente è sintomatico e dopo interruzione di farmaci broncodilatatori.
La valutazione iniziale di un paziente con asma include il controllo e la frequenza dei sintomi, i fattori di rischio (ad esempio il fumo di sigaretta) e le comorbidità del paziente (obesità, rinosinusite cronica, malattia da reflusso gastroesofageo, etc.) che possono contribuire all’impatto della malattia.
Il trattamento dell’asma ha gli obiettivi di migliorare i sintomi respiratori e di ridurre il rischio di riacutizzazioni e deve essere personalizzato in relazione al singolo paziente, tenendo conto del livello di controllo dei sintomi e delle sue comorbidità.