02-04-2025

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Salute

Fumo Passivo: danni e conseguenze per chi lo respira

Dott. Giovanni Puglisi


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Il fumo "passivo" è quello che viene inalato involontariamente dalle persone che si trovano a contatto con uno o più fumatori "attivi" ed è il principale inquinante degli ambienti chiusi. Il fumo passivo è la risultanza del fumo espirato dal fumatore attivo, sommato al fumo prodotto dalla combustione lenta e imperfetta (400-500°C) della sigaretta, lasciata bruciare nel portacenere o in mano, fra un tiro e l'altro. Va comunque ricordato che il fumo passivo, essendo diluito nell'aria dell’  ambiente, ha un minore impatto sul non fumatore.

L'entità del danno legato all’esposizione al fumo passivo è legata ad alcune variabili, come il numero di sigarette fumate, la grandezza dell'ambiente dove si fuma, il livello di catrame, la durata dell'esposizione e la ventilazione dell'ambiente. Dal 1992 l'Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale (EPA) ha ufficialmente etichettato il fumo passivo come carcinogeno umano di "classe A". I carcinogeni di Classe A sono quelli considerati più pericolosi per i quali non esiste un livello minimo sicuro di esposizione.


Cosa comporta il fumo in termini di mortalità?

Nel mondo si stima che il fumo passivo provochi 603.000 morti premature (pari all’1% di tutti i decessi) e la perdita di 10,9 milioni di anni di vita in buona salute. Circa 165.000 di queste morti riguardano bambini. I fumatori, dunque, non mettono a rischio solo la propria salute ma anche quella di 1,8 miliardi di non fumatori. Secondo i dati degli ultimi anni, il 28% degli europei fuma e anche se il numero dei fumatori nella UE è in calo, i fumatori mettono a repentaglio quanti sono esposti al fumo passivo tanto che, ogni anno, 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro. Le morti e le malattie fumo-correlate, tuttavia, sono interamente prevedibili e prevenibili; si conosce, infatti, cosa provoca l’uso di tabacco, come e quanto uccide, cosa danneggia e come intervenire in maniera efficace. 

Questa esposizione ha portato a:

  • 379 mila decessi per malattie ischemiche del cuore
  • 165 mila decessi per infezioni delle basse vie respiratorie 
  • 36.900 decessi per asma
  • 21.400 decessi per tumore ai polmoni


Le fasce di popolazione più colpite

L’esposizione al fumo passivo è diffusa e riconosciuta in molti Paesi ma l’estensione del problema a livello mondiale è solo parzialmente descritta. E' un problema ubiquitario in quanto gente di ogni cultura e Paese è esposta al fumo passivo. Questa esposizione avviene giornalmente in condizioni vitali: in casa, al lavoro, sui trasporti pubblici, nei ristoranti, nei bar, pratica in ogni posto dove c'è gente. Si stima che il 79% degli europei sopra i 15 anni sia esposto al fumo passivo. La Cancer Society of New Zeland riferisce che il fumo passivo è la terza causa di morte nel Paese dopo il fumo attivo e l'uso di alcool. Tra i 603 mila morti, il 47% si è verificato nelle donne, il 28% nei bambini e il 26% negli uomini. Le donne soffrono di più le conseguenze del fumo passivo poiché hanno il 50% di probabilità in più di non fumare rispetto agli uomini. In termini di anni di vita persi i bambini sono di gran lunga i più colpiti visto che la maggior parte dei loro decessi per fumo passivo è imputabile a infezioni respiratorie che si sviluppano nei primi anni di vita.


Quali sono i dati in Italia?

Si stima che in Italia il fumo passivo sia responsabile di circa 1.000 decessi l'anno e che il fumo dei genitori sia responsabile del 15% dei casi di asma nei bambini e dell’11% di respiro sibilante negli adolescenti.

Cosa si può fare per prevenire i danni del fumo passivo?

A partire dal 10 gennaio 2005 è definitivamente entrata in vigore la nuova disciplina in materia di divieto di fumo, di cui alla Legge 16 gennaio 2003 n. 3 e successive modificazioni e integrazioni. Attualmente l’art. 51 della L. 3/2003, intitolato “Tutela della salute dei non fumatori”, prevede una serie di divieti piuttosto rigidi tanto da rendere la normativa italiana una tra le più restrittive al mondo. 

E’ doveroso, tuttavia, far rispettare la legge per trasformare in ambienti completamente privi di fumo i luoghi di lavoro, i luoghi pubblici e il trasporto pubblico; è, inoltre, indispensabile l’attivazione di strategie educative complementari mirate soprattutto ai giovani con attivazione di programmi scolastici di prevenzione dell’iniziazione al fumo, in associazione con programmi di promozione di attività fisica e di una corretta alimentazione. In alcune realtà italiane ordinanze del Sindaco vietano il fumo anche nei parchi pubblici.


Cosa si respira con il fumo passivo?

Il fumo passivo, al pari di quello attivo, è un complesso di oltre 4.000 sostanze chimiche sotto forma di particelle e di gas. Sia il fumo attivo che quello passivo contengono le medesime sostanze ma in proporzione diversa. Fortunatamente il fumo passivo, essendo diluito nell'ambiente esterno, avrà un minore impatto sul non fumatore rispetto al fumo attivo (il rischio cumulativo di morte per tumore polmonare è di 1 morto ogni 1.000 persone esposte al fumo passivo). Questo rischio, tuttavia, pur essendo enormemente inferiore a quello dei fumatori attivi, nei quali il rischio è dell'ordine di 380/1.000 fumatori, è decisamente poco accettabile. Basti pensare, per esempio, che un barista non fumatore che lavora in un bar poco ventilato può respirare tanto benzopirene e monossido di carbonio (CO) quanto ne respirerebbe fumando 36 sigarette.


Fumo passivo: quali i danni alla salute?

L'esposizione al fumo passivo è caratterizzata da un effetto dose-risposta. Più intensa e più prolungata è l'esposizione al fumo ambientale, maggiori sono le conseguenze derivate dalla nocività dell'esposizione. Il fumo di tabacco è pieno di sostanze tossiche e di carcinogeni ed è collegato alla genesi di numerosi tipi di tumore.

Le sostanze generate dalla combustione della sigaretta provocano seri danni soprattutto agli apparati respiratorio e cardio-vascolarema non risparmiano: cavità orale e laringe (primo tratto delle vie digestive), placenta e feto, apparato urogenitale, pancreas. Un aspetto sottovalutato ma che riguarda particolarmente i giovani sono, inoltre, gli effetti del fumo sulla sfera sessuale.

Il fumo fa male ai polmoni, al cuore, alla pelle e a molti altri apparati e organi interni; c’è un effetto collaterale, tuttavia, di cui forse si parla troppo poco (fumare negli uomini può rendere impotenti e interferisce nelle donne riducendo la fertilità). La commissione scientifica della British Medical Association ha lanciato l’allarme affermando che saranno ben 120.000 gli inglesi a rischio di impotenza a causa del fumo di sigaretta. Nel rapporto sugli effetti del fumo sulla riproduzione, la British Medical Association britannica afferma che il fumo danneggia anche lo sperma, diminuendo il numero degli spermatozoi e comportandone di deformi, e nelle donne può portare a sterilità e menopausa precoce in maniera proporzionale al numero di sigarette fumate. Inoltre prodotti carcinogeni del tabacco potrebbero causare mutazioni genetiche che potrebbero persistere anche nel feto. Nelle fumatrici la percentuale di fertilità diminuisce del 10%-40%. 


Gli effetti del fumo passivo sui bambini

Se il fumo passivo ha grandi effetti negativi sugli adulti, sui bambini tali effetti sono ancor più dannosi. La ragione di ciò risiede nel fatto che i bambini, a differenza degli adulti, sono ancora in via di maturazione e sono quindi più sensibili agli effetti causati dal fumo passivo. I bambini esposti a fumo passivo hanno maggiore possibilità di sviluppare problematiche quali: asma, ritardo dello sviluppo, difficoltà di apprendimento, infezioni a carico dell'orecchio medio, sindrome di improvvisa morte neonatale e recidivanti infezioni polmonarie delle vie respiratorie. 



Prof. Giovanni Puglisi

Primario Emerito

Pneumologo


Jessica Petrangeli

Giornalista